Albinoni Adagio in sol minore https://youtu.be/XMbvcp480Y4
Non parlerò della formazione di questa sera, tralascerò chiacchiere e risate, fatiche e soddisfazioni, salite e discese. Non perché non ne valga la pena ma perché ho ancora gli occhi pieni dei colori dei prati, il vento che scuote i rami, la luce inghiottita dal temporale in arrivo. Profumi di bosco (o di bruschetta per Erica, la fatica gioca brutti scherzi olfattivi), di sottobosco, di umido, di gelsi decomposti, le folate a sfavore sulla pelle sudata, qualche goccia di pioggia, prove di un rovescio annunciato.
Nella testa, oltre al pulsare del cuore, l'adagio di Albinoni in sol minore, perfetto quando il silenzio precede la tempesta.
E pensavo che trovarsi lì, tra i sentieri vuoti di un parco maestoso, con finalmente la forza di godere di quello che hai intorno, aver conquistato finalmente una posizione più eretta rispetto a quando la lingua toccava per terra, con le persone giuste, è un privilegio. La felicità non è un flusso continuo, bisogna riconoscerne gli sprazzi che ti inondano e ti infondono il senso di benessere di un respiro profondo quando hai il fiato alto e ti ridanno la vita.
Poi, per carità, c'è stata Erica col pararorecchie, il fidanzato di Martine, il mutismo selettivo, ossia dopo il primo km si seleziona con cura il fiato da spendere in parole, e poi Carmen che non molla, una grande, Cri che pensava di essersi persa, alla mandria, di sera, con un temporale in arrivo ( siamo tutti consapevoli che col cazzo che ci farà ancora amici)... e poi abbiamo incontrato Enzino, e apprezzato il lato B di Cri (ribadisco, come sopra 😂) e Francesca, la donna che parlava ai corvi.
Insomma, 9 gran bei km
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