Aspettate, prima di partire, facciamo la foto altrimenti Silvia si lamenta di essere sfatta nelle foto post corsa.
Ovviamente è vero siamo tutte sfatte nelle foto post corsa, tranne il coach e Carmen loro sono sempre uguali.
Il Coach, da domenica, lo incontra chiunque, sta facendo passare 15 gg buttando il sangue nello sport, vai a capire come mai!
Lo incrociano mentre corre, va in bici, salta con l’asta, tira al piattello, fa attraversare gli anziani, porta a spasso i cani, si allena con chiunque a qualunque ora per far passare il tempo,
tra l’altro è anche pericoloso, perché tu esordisci con :
“stasera non ci sono all’allenamento” per qualunque motivo...
te lo ritroverai alle spalle, in qualche angolo della città, mentre tu stai facendo tutt’altro rispetto al dichiarato, magari solo in quel momento,
perché cinque minuti prima era vero che eri dove dovevi essere,
mi sto incartando,
comunque questo per dire che al coach non bisogna mentire se no la figura di merda è dietro l’angolo, perché lui è ovunque!
Partiamo tutte donne invadendo la via maestra, allineate in orizzontale in modo che la gente possa sempre guardarci e pensare : “maledette vecchie runner”, direzione vialone de La Mandria dove incontriamo 3 baldi giovanotti senza maglietta e penso all’istante che Dio non esiste perché noi la maglietta non possiamo toglierla e dobbiamo soffrire.
Il Coach si sgancia da due ragazzi, che corrono seriamente, per cazzeggiare insieme a noi.
Esordisco con la scintilla che farà discutere in modo da scrivere qualche pezzo altrimenti sto blog che lo teniamo a fare!!!
“Non commento i costumi degli uomini, perché gli uomini sono quasi tutti brutti in costume, tranne il nostro coach che può andare in costume senza che le donne abbiano da dire”
Passiamo in rassegna a tutti i fisici,
l’uomo con il fisico della busta del latte,
l’uomo super palestrato al quale quando chiedi un abbraccio te lo nega perché il bicipite non vuole,
l’uomo giovane ma con fisico molliccio e la tettina accennata,
l’uomo (secondo me il peggiore) che per coprire le magagne si tatua,
questo esserino non si rende conto di peggiorare la sua condizione irrimediabilmente, perché guardando il tatuaggio noti anche il fisico su cui è posto, in quel preciso istante ti domandi :
“perché, perché metti l’evidenziatore su un errore grammaticale?”
Decidiamo che l’uomo deve mettere il pantaloncino soft quello non troppo lungo, alcuni meglio lo scafandro o se hanno un amico musulmano una galabeya .
Pochi, pochissimi possono mettere lo slip, ancora meno possono mettere il costume al ginocchio, quello del surfista, perché se sei nano con quel costume sarai classificato come bimbominchia, se sei grassotello il costume si alza al centro della coscia mentre cammini e fa effetto tendina
Ecco, avete presente il surfista, lui può mettere qualunque costume.
Pensando ad un caro amico al quale voglio bene come un fratello infatti non farò nomi...
aggiungo l’uomo che va in spiaggia con la bandana e il completino nero,
maglietta a mezze maniche e bermuda, con il classico fisico rettangolare senza una forma ben precisa, bianco come un fantasma, i piedi a papera, lo zainetto nero sulle spalle, ma una grande intelligenza e una sottilissima ironia, doti preziosissime alle quali nessuna farà caso perché sinceramente anche io la prima volta che l’ho visto ho esclamato:
Che sfaccetta ma comme t’è cumbinat, sembri il bambino profugo di Sarajevo!
In ordine sparso Carmen Chiara Silvia Erika e io!
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